La magia di una scala reale a poker
La scala reale nel poker rappresenta il punto massimo, il sogno di qualsiasi giocatore. Avere in mano una scala reale significa praticamente, ma non in assoluto, aver vinto la partita.
Anche la scala reale nel poker ha le sue gerarchie, al cui vertice si colloca la scala reale massima di cuori (composta da: 10, Jack, Donna, Re e Asso). Seguono per importanza la scala reale massima di quadri, quella di fiori e quella di picche. Abbiamo tuttavia sottolineato che la vittoria non è garantita in senso assoluto. Questo perché, almeno nel poker all’italiana, è stato studiato un meccanismo che fa sì che non possa mai esistere la certezza matematica di aver vinto una mano. Lo sapevate?
Nel caso rarissimo ma non impossibile di due o più scale reali allo stesso tavolo da gioco nella stessa mano, vale infatti la regola che: la scala minima batte la scala massima e perde con la scala media; la media batte la minima ma perde con la scala reale massima; e la massima batte la media ma perde appunto con la scala reale minima. Quindi nessuno, prima dello showdown finale, può avere la sicurezza di aver vinto.
Naturalmente si tratta di pura “fantascienza”, ma ciò non toglie che il poker è un gioco eccitantissimo e sempre sul filo del rasoio anche in virtù di combinazioni possibili e “folli” come quella appena descritta.
E infatti, sebbene il caso sia leggermente diverso, una mano “folle” (nell’ordine di probabilità di 1 contro 2 miliardi e mezzo!) a cui tutto il mondo ha davvero assistito è stata quella che ha visto perdere un poker d’assi (altro sogno di ogni giocatore di poker) al cospetto di una scala reale. Stiamo parlando delle WSOP 2008 e della scala reale di Justin Phillips che mandò al vento i sogni di gloria di un allibito Motoyuki Mabuchi. Mai scala reale nel poker fu più esaltante per il vincitore!




