Il protocollo nel poker esiste oppure è una leggenda?
Un vero e proprio protocollo del poker non esiste, anche se ci sono delle regole e dei rituali che in maniera più o meno plateale vengono rispettati da tutti i concorrenti e da tutti gli operatori del settore, come i casinò o gli organizzatori di tornei.
I dealer, ovvero i distributori di carte, nel protocollo del poker sono rigorosamente vestiti in divisa ufficiale. I floorman, cioè gli addetti al tavolo, e il direttore del casinò o l’organizzatore del torneo sono solitamente vestiti in smoking o comunque in abito nero.
Per quanto riguarda invece i partecipanti al tavolo o al torneo, il protocollo del poker è molto meno rispettato, soprattutto se i giocatori in questione sono famosi nell’ambiente. Più un giocatore è conosciuto più il protocollo del poker diventa non rispettato, anche se aumentano stranezze e superstizioni che a volte fanno diventare questo gioco ancora più divertente anche per uno spettatore estraneo alla competizione. Solitamente, per i giocatori, comunque un vero e proprio protocollo del poker da rispettare non esiste.
Si può certamente dire che di giocatori in abito elegante se ne vedono pochi, anzi con l’enorme successo che sta avendo questo gioco, e di conseguenza con l’abbassarsi dell’età media dei partecipanti, il modo di vestire diventa sempre più casual, per questo vediamo allo stesso tavolo giocatori in giacca e cravatta che competono con altri in felpa e berretti da baseball.
Non è di certo una norma del protocollo del poker, ma è sovente vedere giocatori con occhiali scuri o enormi cappelli da cow boy o con visiera per coprire gli occhi e se si riesce anche il volto: sono stratagemmi che servono semplicemente per non far scrutare agli avversari ogni minima smorfia del viso che possa aiutarli a vincere.




