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Omaha poker, da giocare in alternativa all’Hold’em

L’Omaha poker per alcuni è nato a Detroit mentre per altri è originario dell’omonima città del Nebraska, da cui prenderebbe il nome. In ogni caso si tratta di una specialità molto simile al più famoso Texas Holdem o Hold’em.

I tavoli e i tornei in cui si gioca l’Omaha poker sono molto diffusi sia nei casinò reali sia in quelli virtuali e mettono sempre sul piatto tante emozioni e cifre di rilievo. Inoltre l’Omaha poker si può giocare a sua volta in tre versioni principali: il no-limit, il pot-limit e l’hi-lo.

Quest’ultima, in particolare, basata sulla regola della sola mano migliore, è molto popolare a livello europeo, anche nella sua variante high-low split, ovvero nella modalità in cui il piatto finale viene spartito a metà tra chi ha il punto più alto e chi ha quello più basso. Anche la versione pot-limit è molto diffusa, mentre più rare sono le partite no-limit di Omaha poker.

In linea generale l’Omaha poker si differenzia dal poker Hold’em principalmente per il fatto che a una partita possono partecipare massimo 8 giocatori (e non 10), che a ogni giocatore vengono distribuite 4 carte personali (e non 2) e che i giocatori devono per forza utilizzare 2 delle proprie carte personali combinandole con 3 carte comuni per determinare il punto migliore.

Per quanto riguarda infine la meccanica del gioco, dopo lo small-blind e il big-blind (e l’entità dei bui dipende dai limiti del tavolo), a ogni giocatore vengono distribuite le 4 carte personali coperte, una alla volta, dopo di che inizia il primo giro di puntate.

Il procedere dell’Omaha poker è simile a quello dell’Hold’em: con il pre-flop, il flop, il turn, il river e lo showdown. I giri di puntate (sono 4 in tutto) via via che vengono posizionate le 5 carte comuni al centro del tavolo (di cui, lo ricordiamo, ne verranno utilizzate solo 3 da ogni giocatore) prevedono una puntata e 3 rilanci al massimo.