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Alcuni bluff storici nel gioco del poker, freddezza e adrenalina

I bluff storici del poker sono la quintessenza di un gioco basato in gran parte sui nervi saldi e sulla capacità di rischiare. E sono per così dire l’altra faccia del calcolo misurato, della strategia pianificata e delle abilità mnemoniche legate alle probabilità statistiche. Inoltre il bluff, cioè il fingere di avere in mano delle ottime carte quando invece non è così, può essere visto anche come l’esatto contrario del check-raise, cioè del rilanciare moderatamente una puntata dell’avversario quando si hanno in mano carte vincenti e si potrebbe ottenere il massimo.

In entrambi i casi bisogna essere bravi nel dissimulare la propria mano e la propria tensione, con la differenza che il bluff, e i bluff storici del poker lo dimostrano alla grande, lavora con una combinazione debole e una rappresentazione rivolta agli avversari forte, alle volte addirittura super-aggressiva, mentre il check con l’intento di rilancio opera esattamente al contrario. Nel primo caso il rischio è quello di essere scoperti e perdere tutto (call), nel secondo quello di ottenere molto meno di quanto possibile dalle proprie carte.

In ogni modo, tra i bluff storici del poker ancora nella memoria o negli occhi degli appassionati, vanno sicuramente annoverati i seguenti due: quello di Bobby Baldwin alle WSOP del 1978 ai danni di Crandall Addington; e quello di Johnny Chan vs Erik Seidel alle WSOP del 1988, mano peraltro immortalata nel film “Il Giocatore”.

Nella sfida Baldwin-Addington il primo fece credere fino all’ultimo all’avversario, scommettendo cifre sempre più elevate, di avere in mano un progetto di scala o di colore cosicché, al momento decisivo, Addington passò. Baldwin scoprì quindi le carte, non aveva assolutamente nulla, e mandò su tutte le furie l’avversario sconfitto.

Per quando riguarda invece la sfida Chan-Seidel, il primo divenne per il secondo anno consecutivo Campione del mondo facendo credere all’avversario di avere una combinazione mediocre e invece alla fine fece “call” e sfoderò una bella scala. Il bluff inverso di Chan fu una vera doccia fredda per Seidel, fino a quel momento sicurissimo di avere il titolo in tasca, e fu uno dei bluff storici del poker meglio riusciti!