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Anche gli assi del poker hanno punti deboli. Max Pescatori lo dice con modestia

max pescatoriHo letto recentemente un’intervista rilasciata da Max Pescatori a un giornalista del Corriere. Alla fine, il due volte campione mondiale delle World Series of Poker di Las Vegas (dove ha vinto centinaia di migliaia di dollari e l’ambitissimo braccialetto d’oro WSOP) perde una mano giocata con chi lo stava intervistando e dice fra l’ironico e il divertito “Porca miseria, così mi fai fare brutta figura”. E poi aggiunge: “Del resto l’heads up non è la mia specialità”.

Per i non intenditori (ma credo che qui ce ne siano molto pochi) l’heads up è la partita giocata fra due soli sfidanti al tavolo e Max, il “Pirata Italiano” che spopola in Italia e negli States, dice che non è la sua specialità. Mi sembra una lezione di modestia da vero campione!

Ma l’articolo di cui vi sto parlando è interessante anche per altri motivi: in particolare perché parla a tutto campo di Texas Hold’em e “svela” i segreti di Max Pescatori. E’ lo stesso intervistato a sottolineare, per esempio, l’importanza della matematica, del calcolo, della memoria statistica durante le varie mani di una partita o di un torneo (sia seduti in carne e ossa a un tavolo da gioco sia nel poker virtuale). Inoltre bisogna abituarsi a sopportare la fatica (nei tornei di Hold’em capita di restare al tavolo per due giorni consecutivi con brevissime pause) e arrivare lucidi e concentrati alla fase finale, per magari giocarsi tutto in un All-in.

Altra caratteristica, non bisogna farsi distrarre dagli avversari. A differenza del poker vecchia maniera, durante le partite di Texas Hold’em si parla parecchio, è una vera e propria strategia, al punto che un giocatore come Mike Matusow è stato soprannominato “The mouth”, la bocca, proprio perché non smette mai di sproloquiare durante le partite. Max Pescatori dice che a lui non dà fastidio e del resto anche la sua abitudine di presentarsi al tavolo con vistose bandane in testa (spesso con il tricolore italiano) è probabilmente un modo efficace di distrarre gli avversari.

Infine la televisione, il circuito mediatico che si accende intorno alle grandi sfide. Che sicuramente influenza gli spettatori (molti dei quali a loro volta giocatori in erba) e che può essere fonte di distrazione per i campioni sotto i riflettori. Ma d’altra parte è anche il prezzo che bisogna pagare al successo. Max Pescatori lo sa bene e non perde mano per rispondere “Check” (il vecchio “cip” del poker classico) e andare avanti.