L’abilità nel poker si vede dalla freddezza e dalle doti di calcolo
Che cos’è l’abilità nel poker? Facciamo un esempio: al tavolo finale, quello ovale che vediamo sempre più spesso in tv da 8-10 posti, la concentrazione e la tensione sono ai massimi livelli. Stiamo parlando di Texas Holdem e dell’atto conclusivo di un grande torneo sportivo, di quelli dell’EPT o delle World Series tanto per intenderci. In palio ci sono un sacco di soldi e tutto il prestigio di diventare campioni del mondo e/o i migliori giocatori d’Europa.
In queste condizioni, paradossalmente, la fortuna può essere determinante. Quelli seduti al tavolo, infatti, per una sorta di selezione naturale, sono già i giocatori più freddi, più forti e più abili nel calcolo delle probabilità che ci siano in circolazione. La loro abilità nel gioco del poker è fuori discussione.
Facciamo ora il caso dei numerosi tornei e occasioni di gioco che riguardano il poker online, dove tutti, esperti e principianti, possono giocare, vincere e perdere. E poniamoci di nuovo la domanda: quanto conta l’abilità nel poker e quanto conta la fortuna? Ebbene la risposta viene da una recente ricerca empirica.
In pratica sono state analizzate a livello statistico oltre 100 milioni di mani giocate online a Texas Hold’em e si è visto che il 75% delle stesse non è arrivata allo showdown finale. Ciò significa che i 3/4 delle partite si vincono (o si perdono) in virtù della strategia di gioco legata alle puntate e ai rilanci e non per effetto dei reali punteggi in mano ad ogni giocatore.
L’abilità nel poker si sostanzia in questo caso in una psicologia vincente, nei nervi saldi, nella gestione ottimale delle fasi iniziali di confronto strategico (pre-flop e flop) e poi nella pressione esercitata via via sugli avversari per far credere loro di avere un punto forte (nel turn e nel river), sia esso reale oppure solo simulato (bluff).
In più, nel restante 25% delle mani che arrivano alla verifica finale della combinazione più alta, solo la metà circa è vinta da chi effettivamente ha il punto migliore. Nel resto dei casi il giocatore potenzialmente vincente abbandona la mano prima dello showdown. Ancora una volta la spunta chi attua una strategia coerente e psicologicamente forte. Ancora una volta si può quindi dire che l’abilità nel poker conta infinitamente di più del caso o della fortuna.




